squali e plastica: sentite un po’ qui

Plastica… una minaccia per tanti animali marini, compreso il nostro squalo elefante. Se volete saperne di più, ascoltate la presentazione di Maria Cristina Fossi, dell’Università di Siena, con cui abbiamo recentemente pubblicato un lavoro. Gli squali elefante, come le balene, si nutrono filtrando il plancton dall’acqua di mare. Purtroppo abbiamo ora le prove che assieme ai gamberetti ingeriscono anche grandi quantità di frammenti di plastica. Per capirne di più, ascoltate questa relazione.
Il tema della plastica in mare è un tema che noi di MedSharks stiamo seguendo attentamente. More news presto!

http://stream.di.unipmn.it/pages/plasticday2014

12.000 pezzetti di plastica al giorno: la dieta (involontaria) di un cetorino nel santuario Pelagos

20130605-164430.jpgSiena non è forse il primo posto che viene in mente pensando a squali, balene e tartarughe marine. Eppure è proprio qui, in un seminario organizzato dall’Università di Siena, che oggi e domani il mondo scientifico internazionale sta facendo il punto su quali effetti l’inquinamento, in tutte le sue forme, ha sugli animali marini. Alcune notizie fanno rabbrividire.
Francois Galgani ci ha informati di un discutibile primato del nostro mare: la concentrazione di microplastiche (cioè la plastica sbriciolata dall’azione del tempo e degli elementi) in Mediterraneo Occidentale è la più alta al mondo. Maggiore persino a quella delle tanto conosciuta “isola di plastica” del Pacifico (che poi isola non è, ma questo è un altro discorso).
Cristina Fossi dell’Università di Siena ha messo sotto osservazione i due animali più grandi del nostro mare – balenottere e gli squali elefante- per capire se i microscopici frammenti di plastica possano essere un problema per queste specie. La risposta, ovviamente, è si: nei tessuti di entrambe son state trovate tracce di ftalati, composti derivati dalla plastica. Anche perché una balenottera può inghiottire 70,000 litri di acqua in una boccata sola, e lo squalo elefante quando mangia filtra 800.000 litri di acqua in un’ora. Facendo un rapido calcolo, considerando le concentrazioni di microplastiche del Mediterraneo Occidentale… un cetorino può teoricamente inghiottire fino a 12.000 pezzetti di plastica al giorno!!!!
964624_442814742481359_1470548738_oQueste informazioni fanno rabbrividire ma sono importantissime per capire – e auspicabilmente limitare – le minacce a queste specie a rischio estinzione e sono il risultato di una collaborazione dell’Università di Siena con l’Operazione Squalo Elefante, progetto di MedSharks con il supporto del CTS e della Fondazione Principe Alberto II di Monaco.

l’Ansa parla di noi: Tracce plastica in muscoli squalo elefante. Presentazione a Berlino della scoperta

con l’unica correzione e non di poco conto: l’Università di Siena non ha solo collaborato, ha proprio fatto le analisi!!

Leggi online qui

Tracce plastica in muscoli squalo elefante
Ingerita insieme al plancton, da’ possibili conseguenze ormonali
10 aprile, 20:18 – ROMA – Nei muscoli dello squalo elefante, il pesce piu’ grande del Mediterraneo, sono state trovate tracce di plastica. Lo ha scoperto lo studio Ose (Operazione squalo elefante) presentato oggi a Berlino durante la Conferenza sui rifiuti marini organizzata dalla Commissione Europea insieme al ministero tedesco dell’Ambiente.

La ricerca – condotta dall’associazione MedSharks e dal Settore conservazione natura di CTS con il sostegno della Fondazione Principe Alberto II di Monaco e a cui ha collaborato l’universita’ di Siena – ha scoperto ”la presenza di tracce di ftalati, che non si trovano in natura ma sono additivi aggiunti alla plastica per renderla malleabile, nei muscoli dello squalo elefante”, spiega all’ANSA la coordinatrice del progetto, Eleonora de Sabata. ”Cio’ significa che gli squali elefante, gli unici squali insieme a quelli balena a nutrirsi di plancton, hanno mangiato la plastica che galleggia in mare e l’hanno anche assimilata”.

Le conseguenze dell’assimilazione della plastica non sono al momento note, afferma de Sabata, ”ma sappiamo che gli ftalati hanno la potenzialita’ di modificare il sistema endocrino, quindi la produzione degli ormoni”.

”E’ la prima volta al mondo che questi composti vengono scoperti nelle carni di animali cosi’ grandi”, prosegue la coordinatrice dello studio, mentre invece sono stati gia’ individuati in pesci piu’ piccoli, ”ad esempio sgombri, sardine e gamberi”. Per sapere l’assimilazione della plastica si e’ verificata in altre specie di squalo, che si nutrono di pesci e altri animali marini, ”serviranno altre ricerche”.

CSI-Siena

I campioni dello squalo elefante spiaggiato a Mola di Bari sono finalmente arrivati nei congelatori dell’Università di Siena, dove vivranno una loro seconda vita grazie ai ricercatori che indagheranno sullo stato di salute dello squalo al momento della morte.

Operazione Squalo Elefante a Mola di Bari, in Puglia a raccogliere campioni dal cetorino spiaggiato

Operazione Squalo Elefante a Mola di Bari, in Puglia a raccogliere campioni dal cetorino spiaggiato

Matteo Baini è nell’équipe di Maria Cristina Fossi che recentemente, e per la prima volta al mondo, ha scoperto gli effetti delle microplastiche sulle balenottere (leggi qui). Matteo ci spiega cosa ne faranno: Continua a leggere