al congresso degli “squalologi europei”

Dieci anni di osservazioni, analisi e scoperte sugli squali elefante in Mediterraneo riassunte in venti minuti: tanto è durata la relazione che abbiamo presentato ai ricercatori di squali provenienti da tutta Europa (e qualcuno anche più in là) durante il congresso 2014 della European Elasmobranch Association che si è tenuto a Leeuwarden, nei Paesi Bassi, dal 7 al 9 novembre.

Dopo tanti anni è stato importante presentare ai colleghi il quadro generale che sta emergendo dalla nostra ricerca: cioè che in Mediterraneo gli squaloni hanno due luoghi in particolare dove amano tornare – Sardegna e Puglia – e che li frequentano in inverno/inizio primavera. Che da noi troviamo animali molto grandi e anche piccolissimi – relativamente parlando: pariliamo sempre di animali di un paio di metri, che sono comunque  fra i più piccoli avvistati al mondo.  Che sono a rischio non solo di finire nelle reti (tante le catture, ma fortunatamente anche tanti i rilasci), ma anche di intossicarsi con la plastica che galleggia in mare. IMG_3433Ma è soprattutto la collaborazione con l’Università di Aberdeen ad aver svelato uno dei segreti più interessanti: sembra infatti (bisogna ancora finire di analizzare alcuni campioni e ragionare sui risultati) che i nostri squali elefante siano geneticamente diversi da quelli dell’Atlantico. Un risultato che, se sarà confermato dalle ulteriori analisi, è davvero importante: guardate cosa ha commentato su Twitter uno dei massimi esperti di squali al mondo!

L’Operazione Squalo Elefante è un progetto di MedSharks che dal 2005 monitora gli avvistamenti e catture di squali elefante in Italia. Dal 2012 si avvale della collaborazione del CTS con il supporto della Associazione Italiana della Fondazione Principe Alberto II di Monaco.

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in Puglia a caccia di squali elefante

1013448_10151700461814301_1479335382_n1000 km in 4gg e 80 interviste a pescatori e pescivendoli, ufficiali e nostromi, universitari e ambientalisti, subacquei e velisti, veterinari e museanti, ragazzi e vecchietti….  La comunità scientifica internazionale sentirà presto parlare di questa regione: qui gli squali elefante hanno una storia molto interessante!

Grazie a Ferdinando Boero e Antonio Terlizzi dell’Università del Salento, ai ragazzi della Guardia Costiera di Otranto e Gallipoli, dell AMP di Porto Cesareo, al direttore del Quotidiano, a Nicola, Armando, Mirco, Marcello, Ines, Maurizio e Marcello2 per averci aiutate a seguire la rotta dei cetorini in Puglia!

foto antiche, che passione

297498_10151664393819301_2100173813_nNon sai mai da dove spunterà il prossimo indizio sugli spostamenti dei misteriosi squali elefante. Questo era appeso in un ristorante di St Tropez: un animale decisamente giovanissimo, incappato nelle reti nel …1940! Occhi aperti, insomma, mi raccomando: e se vedete qualcosa di simile fatecelo sapere!!

12.000 pezzetti di plastica al giorno: la dieta (involontaria) di un cetorino nel santuario Pelagos

20130605-164430.jpgSiena non è forse il primo posto che viene in mente pensando a squali, balene e tartarughe marine. Eppure è proprio qui, in un seminario organizzato dall’Università di Siena, che oggi e domani il mondo scientifico internazionale sta facendo il punto su quali effetti l’inquinamento, in tutte le sue forme, ha sugli animali marini. Alcune notizie fanno rabbrividire.
Francois Galgani ci ha informati di un discutibile primato del nostro mare: la concentrazione di microplastiche (cioè la plastica sbriciolata dall’azione del tempo e degli elementi) in Mediterraneo Occidentale è la più alta al mondo. Maggiore persino a quella delle tanto conosciuta “isola di plastica” del Pacifico (che poi isola non è, ma questo è un altro discorso).
Cristina Fossi dell’Università di Siena ha messo sotto osservazione i due animali più grandi del nostro mare – balenottere e gli squali elefante- per capire se i microscopici frammenti di plastica possano essere un problema per queste specie. La risposta, ovviamente, è si: nei tessuti di entrambe son state trovate tracce di ftalati, composti derivati dalla plastica. Anche perché una balenottera può inghiottire 70,000 litri di acqua in una boccata sola, e lo squalo elefante quando mangia filtra 800.000 litri di acqua in un’ora. Facendo un rapido calcolo, considerando le concentrazioni di microplastiche del Mediterraneo Occidentale… un cetorino può teoricamente inghiottire fino a 12.000 pezzetti di plastica al giorno!!!!
964624_442814742481359_1470548738_oQueste informazioni fanno rabbrividire ma sono importantissime per capire – e auspicabilmente limitare – le minacce a queste specie a rischio estinzione e sono il risultato di una collaborazione dell’Università di Siena con l’Operazione Squalo Elefante, progetto di MedSharks con il supporto del CTS e della Fondazione Principe Alberto II di Monaco.

l’Ansa parla di noi: Tracce plastica in muscoli squalo elefante. Presentazione a Berlino della scoperta

con l’unica correzione e non di poco conto: l’Università di Siena non ha solo collaborato, ha proprio fatto le analisi!!

Leggi online qui

Tracce plastica in muscoli squalo elefante
Ingerita insieme al plancton, da’ possibili conseguenze ormonali
10 aprile, 20:18 – ROMA – Nei muscoli dello squalo elefante, il pesce piu’ grande del Mediterraneo, sono state trovate tracce di plastica. Lo ha scoperto lo studio Ose (Operazione squalo elefante) presentato oggi a Berlino durante la Conferenza sui rifiuti marini organizzata dalla Commissione Europea insieme al ministero tedesco dell’Ambiente.

La ricerca – condotta dall’associazione MedSharks e dal Settore conservazione natura di CTS con il sostegno della Fondazione Principe Alberto II di Monaco e a cui ha collaborato l’universita’ di Siena – ha scoperto ”la presenza di tracce di ftalati, che non si trovano in natura ma sono additivi aggiunti alla plastica per renderla malleabile, nei muscoli dello squalo elefante”, spiega all’ANSA la coordinatrice del progetto, Eleonora de Sabata. ”Cio’ significa che gli squali elefante, gli unici squali insieme a quelli balena a nutrirsi di plancton, hanno mangiato la plastica che galleggia in mare e l’hanno anche assimilata”.

Le conseguenze dell’assimilazione della plastica non sono al momento note, afferma de Sabata, ”ma sappiamo che gli ftalati hanno la potenzialita’ di modificare il sistema endocrino, quindi la produzione degli ormoni”.

”E’ la prima volta al mondo che questi composti vengono scoperti nelle carni di animali cosi’ grandi”, prosegue la coordinatrice dello studio, mentre invece sono stati gia’ individuati in pesci piu’ piccoli, ”ad esempio sgombri, sardine e gamberi”. Per sapere l’assimilazione della plastica si e’ verificata in altre specie di squalo, che si nutrono di pesci e altri animali marini, ”serviranno altre ricerche”.

domani si parte per Berlino – congresso sui rifiuti marini. Quelli che avvelenano i nostri squali elefante

domani si parte per Berilno - congresso sui rifiuti marini. Quelli che avvelenano i nostri squali elefante

Mercoledì e per tre giorni si discuterà di plastica e rifiuti in mare a Berlino, una conferenza organizzata dalla Commissione Europea. Noi presenteremo un poster – questo qui fresco di stampa! – sulla presenza di prodotti della plastica nel muscolo degli squali elefante mediterranei, una scoperta fatta con il team di Cristina Fossi dell’Università di Siena.
l’Operazione Squalo Elefante è un progetto condotto da MedSharks con CTS e la Fondazione Principe Alberto II di Monaco e l’Associazione Italiana Fondazione Principe Alberto II di Monaco ONLUS.

Dopo 300 miglia tra mare e cielo, e 630 km in macchina…

  • Dopo 300 miglia per mare (grazie alla Guardia Costiera e Tore Vitale) e per aria (grazie a Salvatore Biddau dell’Aviosuperficie San Teodoro) senza avvistare una pinna;
  • dopo aver parlato con decine fra pescatori, diportisti, subacquei e velisti – nessuno dei quali ha più visto nulla;
  • ma soprattutto dopo aver letto il meteo – ed essersi beccati il diluvio universale, seguito da una botta di vento mica da ridere – la decisione è stata facile: si rientra alla base.

La stagione dei cetorini però non è ancora finita (speriamo), rimaniamo quindi in stand-by pronte a partire ovunque venissero segnalati: di nuovo in Sardegna? In Puglia? Siam pronte! Intanto, ora che ho una connessione veloce metterò in linea qualche video.

Un grazie speciale a Patrizia Medda e Maura Luzzi del Centro Sub Portorotondo le nostre prime supporter, in tutti i sensi!! 😉

domani parte la caccia allo squalo!

sardegnaDopo i 30 nodi di oggi, domani in Sardegna c’è una finestra di bel tempo, poco vento e mare piatto. Non durerà a lungo: sabato il vento gira e rinforza un po’, domenica ricala ma dovrebbe diluviare…

Insomma il tempo non è certamente il massimo ma siccome gli squali elefante continuano a gironzolare attorno a Capo Figari (il bravo Adriano Meloni ieri ne ha rivisto uno), dobbiamo tentare la sorte. Stasera traghetto e domani grazie all’appoggio della Capitaneria di Porto di Olbia saremo in mare.  Tocca “solo” trovare uno squalo e poi gli faremo la carta d’identità fotografica e genetica, un rapido check-up per poi marcarlo e seguirlo così nei suoi spostamenti.

Come?

Gli fotograferemo la pinna dorsale (sperando abbia una forma un po’ strana o qualche taglio o cicatrice che lo renda riconoscibile); gli faremo un grattino sulla schiena per raccogliere un po’ di muco per estrarne il DNA; un piccolo prelievo di tessuto e infine cercheremo di marcarlo con un tag satellitare per scoprire dove se ne va una volta lasciata la Costa Smeralda.

Facile no?

Insomma…

Lo squalo elefante, vi ricordiamo, è uno squalo giganteco e sdentato che mangia solo plancton. La nostra ricerca è portata avanti da MedSharks e CTS con il prezioso supporto della Fondazione Principe Alberto II di Monaco e della Associazione Italiana Fondazione Principe Alberto II di Monaco ONLUS.

OK ci siamo: cetorini in Sardegna!

Ben due segnalazioni diverse, oggi, di uno stesso animale che è rimasto per ore a gironzolare a Capo Figari. Siamo in attesa delle foto, ma nel frattempo abbiamo già allertato il mondo – Capitanerie, sub, velisti, pescatori professionisti della zona…. E ovviamente anche gli amici che ci seguono su Facebook (che aggiorniamo con molta più facilità, quindi chiedeteci l’amicizia!)

A tutti chiediamo di tenere gli occhi aperti: se ce n’è uno ce ne saranno anche altri. Vi ricordo che è importante fotografare la pinna dorsale, che ci può permettere di riconoscere i vari individui. 

PS – C’è bisogno di dire che tre giorni fa eravamo proprio lì????? sgrunt

PPS – per chi non ci seguisse… lo squalo elefante è grande e grosso ma innocuo, si ciba solo di gamberetti! Ed è una specie protetta e a rischio d’estinzione, quindi mi raccomando se lo incontrate a mare fate attenzione a non stressarlo.

i telespettatori e gli squali elefante

Erano passati pochi minuti dalla fine dell’intervista di ieri su Geo&Geo (che potete rivedere qui) che già sono iniziate ad arrivare le prime segnalazioni: Lucia ci ha raccontato di un incontro nell’estate del 2011 al largo di Montecristo: “aveva un movimento molto lento e ho visto  chiaramente la forma sommersa: essendoci mare piatto, ho continuato ad osservarlo per lungo tempo con il binocolo mentre ci allontanavamo. Mi sono chiesta più volte che animale fosse! Pensavo una balena addormentata, visto il movimento lentissimo, ma oggi pomeriggio grazie alle immagini in TV l’ho riconosciuto!

Debora ci segnala uno squalo elefante catturato al largo di Continua a leggere

per rivedere l’intervista su Geo&Geo…

OSE Geo2013_1 Bella e lunga intervista ieri su Rai3 a Geo&Geo, il programma condotto da Sveva Sagramola. Per chi volesse rivederla, per una settimana è attivo il link di Ray Replay –  andate direttamente al minuto 25′ e qualche secondo.

L’Operazione Squalo Elefante è un progetto di MedSharks con la collaborazione del CTS e della Fondazione Principe Alberto II di Monaco e l’Associazione Italiana della Fondazione Principe Alberto II di Monaco ONLUS

Operazione Squalo Elefante oggi in TV a Geo&Geo (Rai3, h18)

20130304-201107.jpgNon perdete la nostra intervista a Geo&Geo oggi (Rai3, circa le 18): mostreremo gli spettacolari video degli squali elefante mentre si nutrono, il prelievo dei campioni dell’esemplare spiaggiato a Mola e anche la storia a lieto fine del cetorino di Porto Cesareo, catturato l’altro ieri mattina e subito liberato dai pescatori locali. Seguendo questo link potrete vedere la diretta su internet.

L’Operazione Squalo Elefante è un progetto MedSharks condotto con il CTS e la Fondazione Principe Alberto II di Monaco e l’Associazione Italiana Fondazione Principe Alberto II di Monaco ONLUS.

cetorino catturato e liberato dai pescatori di Porto Cesareo!

squalo elefante pescato e liberato a Porto Cesareo (Lecce)

squalo elefante pescato e liberato a Porto Cesareo (Lecce)

Una bella storia a lieto fine, quella del piccolo squalo elefante finito nella rete dei pescatori di Porto Cesareo sabato mattina. Impigliato per la coda, lo squalo era ancora vivo quando la rete è stata salpata. Con pazienza e gran lavoro, i pescatori son riusciti a liberarlo e a salutarlo quando, con un una scodata, ha riguadagnato il largo. Lasciandoci un regalo: il muco che riveste lo squalo è stato infatti raccolto e conservato e dovrebbe essere sufficiente per analizzarne il DNA secondo una tecnica pionieristica sviluppata da Les Noble (dell’Università di Aberdeen con cui collaboriamo) mai finora sperimentata in Mediterraneo.

I protagonisti dell’impresa sono i pescatori Cooperativa Pescatori dello Jonio, i tecnici e collaboratori dell’Università del Salento e veterinari ASL Lecce: l’animale infatti si è impigliato in una pescata del progetto S.A.M.P.E.I., un progetto pilota per il miglioramento della selettività degli attrezzi da posta all’interno dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, per la riduzione delle catture accessorie e dei rigetti in mare.

Cosa significa? Che nell’AMP i pescatori – coordinati da Antonio Terlizzi dell’Università del Salento e con la collaborazione di Sergio Fai dell’AMP di Porto Cesareo e Pierpaolo Patarnello dell’ASL2 di Lecce – utilizzano una rete a maglie più larghe rispetto a quelle stabilite dalla legge (avete letto bene: più larghe), così da prendere prede più grandi e lasciare quelle piccole a crescere e riprodursi, oltre a ridurre le catture accessorie (ovvio che lo squalo elefante è fuori scala!!!). Bravissimi tutti e complimenti! Leggete il commento del prof Ferdinando Boero sul Quotidiano di Puglia

L’invito pressante è: OCCHI APERTI IN PUGLIA: gli squali sono in zona. Se li vedete, informateci SUBITO mandandoci una mail a info @ squalo elefante.it oppure segnalandolo alla Guardia Costiera locale. Mi raccomando, ogni avvistamento è prezioso!

Se poi avete delle foto anche vecchie di avvistamenti e catture… a noi interessano moltissimo, perché anche dai vecchi dati si può imparare moltissimo. Grazie in anticipo per il vostro aiuto!

le anteprime “mondiali”…

Non perdete l’incontro di domani sera, mercoledì 21 alle 21, all’acquario di Milano. Vi racconteremo in anteprima ciò che due giorni dopo racconteremo ai ricercatori europei (e non solo) sui nostri squali elefante.I risultati principali giungono dalle collaborazioni che l’Operazione Squalo Elefante sta intrecciando con le eccellenze scientifiche italiane per risolvere il rebus di come lo squalo più grande del Mediterraneo sia ancora quasi totalemnte un mistero.

– Vi parleremo ad esempio degli squali …di plastica che l’umanità sta reando: ogni volta che lo squalo elefante apre la bocca per mangiare inghiotte, assieme al plancton, anche piccole particelle di plastica.  L’équipe dell’Università di Siena che ha analizzato i nostri campioni, ha evidenziato per la prima volta al mondo nel muscolo degli squali la presenza di ftalati, le sostanze chimiche utilizzate per ammorbidire la plastica e che, se ingerite, alterano gli ormoni sessuali.

– E ancora per la prima volta in Mediterraneo stiamo cercando in collaborazione con il CNR di Oristano di comprendere – attraverso carte satellitari, temperatura dell’acqua e la presenza del plancton o i canyon sottomarini – cosa attragga gli squali in Sardegna, d’inverno il “punto d’incontro” invernale degli squali elefante in Mediterraneo. Le immagini  satellitari che vi mostreremo sono bellissime!!!

E poi vi racconteremo una bella ricerca che MedSharks sta portando avanti sul gattopardo, uno squaletto tipico dei nostri mari e quasi a rischio estinzione, le cui grandi uova bianche si possono vedere in immersione in molti luoghi italiani. Non moltissimi, però: e poiché la scienza non sa quasi nulla, di questo squalo, i subacquei sono stati chiamati a creare, con le loro segnalazioni, una mappa delle zone di riproduzione. In anteprima vi sveleremo quali sono… però dovete venire alla conferenza!

Vi aspettiamo, allora: Acquario Civico di Milano, viale Gadio 2, alle 21. La serata è organizzata dall’Acquario Civico di Milano, Verdeacqua e l’Istituto per gli Studi sul Mare.

appuntamento mercoledì 21 all’Acquario Civico di Milano

Mercoledi 21 alle 21 all’Acquario Civico di Milano  racconteremo in anteprima le novita’  e le scoperte dell’Operazione Squalo Elefante,  che saranno poi presentate al mondo scientifico due giorni dopo al congresso degli ‘squalologi europei’. Parleremo anche di un altro progetto di MedSharks: “hai visto un uovo di gattuccio?”, che traccia assieme ai subacquei una mappa delle zone di riproduzione dei gattucci maggiori o gattopardi.

La conferenza è aperta al pubblico, vi aspettiamo!

L‘Operazione Squalo Elefante è la prima ricerca “sul campo” su questo grande animale. Iniziata nel 2005 da MedSharks, è ora condotta da MedSharks e CTS con il supporto della Associazione Italiana della Fondation Prince Albert II de Monaco onlus

Hai visto un uovo di Gattuccio? è un progetto MedSharks con il supporto della Save Our Seas Foundation e di ADISUB

Mille chilometri, sei giorni, oltre 100 persone incontrate!

Fantastico giro di “pasturazione” in giro per la Sardegna, con l’obiettivo di raccogliere info e avere molti occhi aperti in più in mare per segnalarci l’arrivo degli squali elefante (che attendiamo per gennaio-febbraio… sempre che questa infinita estate non ci riservi qualche sorpresa!)

Da Cagliari a Olbia – passando per Sant’Antioco, Oristano, Alghero, Porto Torres, Santa Teresa, La Maddalena e Golfo Aranci – abbiamo parlato con rappresentanti della Regione, delle Capitanerie, della Forestale, delle adei Parchi e delle Aree Marine Protette, con diving, pescatori, cooperative di pescatori e pescherie, e poi oceanografi, biologi, naturalisti,  pescherie, centri immersione, piloti di aerei da turismo, comandanti di traghetti, centri immersione e veterinari… mi sembra di non aver dimenticato nessuno! E  raccolto una quantità di informazioni sia sugli squali elefante che su altre specie –  bianchi, mako,capopiatto e persino  la cattura e rilascio di uno squadro, lo squalo angelo, che nei fondali italiani è ormai praticamente scomparso!

Mettere assieme le singole informazioni vuol dire creare un quadro generale grazie al quale cercar di capire da dove vengono questi squali, dove vanno quando lasciano l’isola e soprattutto perché sono così innamorati della Sardegna da farne una tappa annuale nelle loro migrazioni.

Grazie a tutti quanti ci hanno aiutato in questa trasferta ascoltando, raccontando la propria esperienza e presentandoci altre persone interessate.  E grazie all’Associazione Italiana della Fondazione Principe Alberto II di Monaco ONLUS che sostiene questo studio!

appuntamento mercoledì 18 all’Acquario di Genova

Vi aspettiamo mercoledì 18 maggio alle 17.50 all’Auditorium dell’Acquario di Genova, per farvi immergere nell'”affascinante mondo della ricerca sul campo“. E’ questo il titolo del nuovo ciclo di incontri organizzati dall’Associazione Amici dell’Acquario di Genova, in collaborazione con l’Acquario e l’appoggio della Fondazione Carige. Vi aspetto! Continua a leggere

La cosa buona che non ci siano molti squali? Almeno non finiscono nelle reti!

20120328-172012.jpgSe il tratto di mare tra Capo Figari e Tavolara è uno degli ‘hot-spot’ che abbiamo individuato per gli squali elefante (qualunque sia la ragione che li attiri qui), non è strano che ogni tanto qualche animale si avvicini troppo alla costa e, soprattutto di notte, si infili in una rete.

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tonni e delfini a Tavolara

Insistiamo in zona Tavolara – sabato sembra sia stato visto a Capo Figari. Usciamo con Tore e Pier, dell’Area Marina Protetta di Tavolara in un giro di perlustrazione, la giornata è magnifica ma c’è un grecalino, poi virato a tramontana, un po’ fastidioso.

Appena usciti un salto – un tonno rosso in caccia che ci indica una zona piena di mangianza… e anche di delfini. Qualche scatto per “schedare” le pinne dorsali dei delfini – i tursiopi di quest’area sono ben studiati e tenuti sotto controllo – e poi continuiamo a pattugliare il mare. Passiamo davanti la base della Marina, proseguiamo verso Molarotto, rientriamo su Molara e in costa. Tonni, delfini, berte e gabbiani corsi… ma niente squalo elefante. Continua a leggere

Dove sono andati? E cmq: da dove venivano??

20120323-124817.jpgSembra assurdo che animali di 7-8 metri possano sparire e, ancor di più, che non si abbia idea di dove possano essere andati. Non credo che la ‘stagione’ dei cetorini in Sardegna sia già finita: forse vento e correnti hanno soltanto spostato qualche miglia fuori il banchetto di plancton, e magari basterà un po’ di mare calmo per farli riavvicinare. Oppure…

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Operation Basking Shark in full swing in Sardinia

This is a post for our international friends, a recap of the last week in Sardinia where our research on the presence and habits of the basking shark is taking place (BTW – basking sharks are those funny giant sharks that often swim at the surface, mouth agape, to filter plankton. That’s all they eat, so no need to worry if you see a 8 meter shark in the water!)

We’ve been collecting information on these animals for many years, and have come to understand that they arrive in Sardinia every year as winter turns into spring. Continua a leggere

in attesa…

Il telefono è rimasto quasi muto, oggi. Qualche sms ci conferma che il vento ha disturbato le uscite del fine settimana – almeno quel tanto che basta per aver impedito ai diportisti di scorgere la grande pinna degli squali elefante in superficie. Oppure si sono allontanati, per qualsiasi ragione conosciuta solo a loro.

Così abbiamo passato il tempo… Continua a leggere

c’era una volta a La Maddalena…

Guardate cosa ci ha segnalato Irene Galante, responsabile centro ricerche delfini di Caprera del CTS: una foto di un piccolo squalo elefante pescato – chissà quando! – a La Maddalena. A riprova che la Sardegna è sempre stata una tappa importante nelle migrazioni dei cetorini. E ora sarebbe carino scoprire l’anno e il periodo: quello squalo era davvero piccolo!

millesettecento chilometri

E con oggi abbiamo finito (o quasi) di “pasturare”, come dice Simona: abbiamo parlato con gli uomini della Guardia Costiera e dei Corpi Forestali di ogni dove (Olbia, La Maddalena, Porto Torres, Castelsardo, Oristano, La Caletta) con i parchi nazionali (Asinara e La Maddalena) e l’area marina protetta di Tavolara. Con i pescatori professionisti e i pescasportivi, i diportisti e i subacquei, con amici e sconosciuti.

Ora non resta che aspettare.

Finalmente in Sardegna!

E finalmente siamo al mare! La prima giornata è stata davvero lunga: siamo arrivate alle 5.45 in traghetto, con la macchina carica all’inverosimile di macchine fotografiche, mute, aste ed arpioni, barattoli per i campioni. Giornata magnifica e d’orientamento, con passaggi all’area marina protetta di Tavolara e alla Guardia Costiera, nostri preziosi alleati che da anni ci aiutano segnalandoci la presenza degli squali. Oggi infatti ci hanno segnalato due avvistamenti dei giorni scorsi che ci erano sfuggiti: il più recente è di un pescatore a Capo Ceraso.
E siccome siamo in Sardegna, la pausa pranzo – organizzata dalle stelle del Centro Sub Portorotondo, Patrizia e Maura con il mitico Tore – non poteva che essere un picnic sulla spiaggia!

Domani andiamo a nord – Porto Torres e Castelsardo, dove gli squali son stati visti in riva al mare pochi giorni fa.

L’Operazione Squalo Elefante è un progetto iniziato nel 2005 da MedSharks e portato ora avanti con il CTS grazie al supporto dell’Associazione della Fondazione Principe Alberto II di Monaco ONLUS

Squali elefante… A Milano e Roma

SharkNews

20120222-014419.jpgSettimana intensa di presentazioni per Operazione Squalo Eelefante in occasione dei Saloni del mare che riuniscono molte delle nostre ‘sentinelle’ a mare: all’Eudi Show di Milano e al BigBlu di Roma abbiamo rinnovato la richiesta a sub, diportisti, pescatori sportivi e personale della Capitaneria di Porto Guardia Costiera e delle Aree Marine Protette di segnalarci gli avvistamenti di squalo elefante.
Gli squali stanno infatti per arrivare in Sardegna e forse sono gia’ li’ ma la neve e le burrasche di queste ultime settimane hanno tenuto tutti a terra.
Occhi aperti, ragazzi! E se vedete qualcosa, segnalatecelo subito a info@squaloelefante.it

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