squali a Ostia

21 settembre 2014 – Dopo una stagione di avvistamenti (per fortuna, diciamo noi), gli squali di Ostia questa volta sono solo in foto!

Simona ha parlato a un gruppo di appassionati di mare e immersioni nel corso dello Scuba Show e raccontato i progressi dell’Operazione Squalo Elefante e degli altri progetti di MedSharks. Fra questi il progetto Stellaris che si avvale proprio della collaborazione dei subacquei, come ha spiegato uno dei partecipanti al progetto, Guglielmo Rasy (guardate la sua presentazione qui)

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il campo giovani della Guardia Costiera

Ore 15, lezione di squali. I giovani partecipanti al campo della Guardia Costiera, che si è tenuto nella Direzione Marittima di Bari, hanno avuto una lezione abbastanza insolita: gli squali del Mediterraneo e in particolare i cetorini che frequentano regolarmente le acque pugliesi!

Un incontro che a noi ha fatto particolare piacere visto la collaborazione stretta e continua con la Guardia Costiera e in particolare con quella pugliese.

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congresso dei biologi marini a Venezia

22 maggio 2014 – Nel 2001 qui al largo di Venezia gli squali elefante erano di casa. Per qualche settimana si registrarono decine di avvistamenti tra le coste romagnole e quelle triestine; poi, solo qualche caso sporadico. Cosa abbia provocato una tale concentrazione in quell’anno non si è mai saputo. Di certo, però, quell’avvenimento segnò l’inizio della collaborazione fra noi, Eleonora e Simona, e la nascita di MedSharks.

A Venezia si sono dati appuntamento quest’anno i biologi marini italiani, riuniti per il 45° congresso della Società Italiana di Biologia Marina (SIBM). Noi di Operazione Squalo Elefante presentiamo i risultati di un accurato lavoro di raccolta dati e di interviste sul campo, in cui diamo conto che la presenza dei cetorini in Puglia non è affatto casuale ma anzi si ripete regolarmente ogni inverno: le acque pugliesi sono quindi una tappa regolare delle migrazioni di questi animali. Voi che leggete questo blog o ci seguite su facebook lo sapevate già, ma ai biologi dovevamo fare un resoconto puntuale e preciso!

Il lavoro è stato portato avanti con la collaborazione di Fabrizio Serena e Cecilia Mancusi (ARPAT, che cura il database MEDLEM che registra le catture e avvistamenti di grandi squali in Mediterraneo)  e di Gianbattista Bello (Arion, Mola di Bari) e Giorgio Cataldini (Museo del Mare, Gallipoli) due biologi pugliesi da anni impegnati nella rete degli spiaggiamenti.

L’Operazione Squalo Elefante è un progetto di MedSharks condotto con la collaborazione di CTS e il supporto della Fondazione Principe Alberto II di Monaco.

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poveretta! E’ finita nella rete

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lo squalo elefante recuperato dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco al largo di Livorno, 2014

La lunga vita di un grosso squalo elefante, una femmina di otto metri di lunghezza, è finita in una rete sulla Secca della Meloria, al largo di Livorno. Una cattura accidentale, ovviamente; ma purtroppo fatale. Il tentativo di recupero dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco è però fallito e l’animale, prima che fosse stato possibile recuperarne i campioni di tessuto, è finito in fondo al mare. Qui potete trovare altre foto

uno squalo a porto Venere

uno squalo a porto Venere

Una femmina molto, molto giovane di squalo elefante, lunga tre metri scarsi, si è impigliata questa notte in una rete nel Golfo di La Spezia. Quando è arrivato il pescatore, Maurizio Marasà, lo squalo purtroppo era già morto. La rete era regolare e per quanto triste sia la fine di questa piccola cetorina, il pescatore non ha alcuna colpa di questa cattura accidentale.
Grazie alla Capitaneria di Porto Venere, che si è subito attivata, un veterinario della ASL ha potuto raccogliere i campioni per le nostre analisi. La morte di un animale così piccolo è certamente un gran peccato; ma almeno attraverso queste indagini la sua morte potrà fornirci informazioni preziose sulla vita del pesce più grande del Mediterraneo, di cui sappiamo ancora poco o nulla. Come? Dal muscolo si analizzerà il DNA (con i colleghi dell’Università di Aberdeen erchiamo di capire se questi squali elefante entrino ed escano dal Mediterraneo oppure vivano e si accoppiano stabilmente da noi) e si cercherà di capire con l’Università di Siena se, anche da così piccolo, sia già stato contaminato dalla plastica che galleggia nel nostro mare. Dalla vertebra i ricercatori dell’ARPAT Toscana cercheranno di capire l’età anche se, a giudicare dalle dimensioni, questa era davvero una cuccioletta.
Vorremmo ringraziare, oltre al signor Marasà per la sua collaborazione, i nostri amici Leone Taddei, Marcello Bussotti e Ilaria Gonelli per averci informati e Alberto Bussolino, comandante di Locamare Porto Venere, e il com. Castioni di La Spezia per tutta l’assistenza sul luogo. Grazie anche ad Andrea Bonatti e Fabio Lungarini di Citta della Spezia Quotidiano, che ci hanno mandato le foto pubblicate qui accanto. Spezzini, occhi aperti… magari c’è qualche altro squaletto elefante in zona. Quando passa il temporale uscite a mare e se vedete una grande pinna …avvertiteci!

un piccoletto in meno, in mare :(

cetorino Santa Teresa 2014

cetorino Santa Teresa 2014

Attenzione attenzione attenzione… un piccoletto di squalo elefante è finito in una rete a Santa Teresa di Gallura. E’ la prima segnalazione dalla Sardegna, quest’anno, e che sia pure morto – tanto più che era veramente un cucciolo – ovviamente ci spiace molto. Ma questo vuol dire che forse qualche altro cetorino è ancora in zona. Quindi, chi è in Sardegna si guardi bene attorno, mi raccomando!
Grazie alla Guardia Costiera e ai nostri amici Steddu e Ulisse per averci avvertiti. Ci stiamo muovendo per recuperare i campioni e far sì che la morte di questo giovane individuo possa fornirci qualche notizia in più su una specie di cui sappiamo ancora pochissimo.